3,267 research outputs found
Ricerca educativa e approccio sistemico. Disussione del saggio di A. Bondioli
Discussione del saggio di A Bondioli, presentato nello stesso volume, mettendo in luce la problematica della contestualizzazione e del "punto di vista" da cui si guarda l'oggetto nella ricerca pedagogic
Valutare la realizzazione del progetto educativo: un'esperienza condivisa tra genitori e insegnanti delle scuole dell'infanzia
Il capitolo presenta un’esperienza di valutazione, di durata decennale, che ha coinvolto genitori e insegnanti di tutte le scuole dell’infanzia del Comune di Modena. Il principale obiettivo del progetto era quello di sollecitare una riflessione condivisa sugli aspetti qualificanti l’educazione dei bambini dai tre ai sei anni a partire dalle concrete esperienze realizzate a casa e a scuola, verificarne, tramite il confronto, gli aspetti di condivisione e promuovere un più esplicito e consapevole senso di identità pedagogica. L'esperienza si presenta come un esempio di valutazione partecipativa democratica in cui i diversi stakeholders (insegnanti e genitori) sono coinvolti nella esplicitazione di valori, criteri, idee di “buona” educazione a scuola e a casa, e sono chiamati, su questa base, ad apprezzare i loro sforzi nel garantire buone condizioni per la crescita infantile. Il percorso si ispira al modello della “valutazione partecipata” nella particolare declinazione assunta nelle ricerche del “gruppo pavese” (Bondioli, Ferrari, 2004) secondo cui forme di autovalutazione, restituzione dei dati raccolti, loro discussione condivisa con un formatore con specifiche funzioni conducono a una riflessione sulle idee e le pratiche educative allo scopo di innescare processi di innovazione ragionata e scelte più responsabili. Il contributo presenta gli strumenti elaborati e utilizzati, il modo in cui il processo di valutazione è stato condotto, i principali risultati e un sintetico commento critico dell'esperienza nel suo complesso. Gli “Allegati” al capitolo (pp. 105-128) presentano gli strumenti e messi a punto e utilizzati nel corso del percorso valutativo
Idee guida del nido d'infanzia
Le "Idee Guida" proposte nel libro essenzializzano, nella forma di linee di azione educativa, alcune riflessioni pedagogiche circa la natura e il "dover essere" dei nidi italiani, offrendosi come occasione di confronto per coloro che si occupano dei più piccini. Gli autori cofirmano la breve introduzione, Becchi firma il punto A, Bondioli e Gariboldi il B, Bondioli il C, Ferrari i punti D, E, F
I bambini "giocano grande"?
Il contributo, inserendosi nel filone della Pedagogia dell'Infanzia (Bobbio, 2013; Bobbio, Traverso, 2016), intende presentare una riflessione che incrocia la dimensione del gioco, importante e imprescindibile tappa evolutiva per l'infanzia (Bondioli, 2016), con quella dei rischi di una trasformazione e perdita della sua dimensione più autentica che ha a che fare con i concetti di scoperta, sperimentazione, sfida, creatività. In una società in cui l'infanzia è minacciata nel suo stesso sussistere da un fenomeno sempre più diffuso quale quello dell'adultizzazione (D'Amato, 2014; Contini, Demozzi, 2016), cui fa da contraltare la puerilizzazione del mondo adulto (Ammaniti, 2015), cosa succede alla dimensione ludica? Come si trasformano, se si trasformano, il gioco ed il giocare entro cornici definite da logiche di consumo, competizione e sfrenato individualismo? Quali implicazioni si possono riscontrare nella quotidianità di bambini e bambine, nelle loro arene private, così come negli ambienti dei servizi educativi?
Questo contributo intende “smontare” la retorica del gioco, facendo emergere le ombre che, troppo spesso, si nascondono dietro ai buoni propositi della promozione del suo “diritto” (così come sancito dalla Convenzione ONU del 1989); nonché intende mettere in luce alcune delle dimensioni in cui è rintracciabile un “giocare da grandi” più che un “grande giocare” (es. gioco all'aperto e rischi/giocattoli/gioco e genere/sport).
Ci si interroga, infine, a partire da quelle che sono tutt'oggi esperienze educative da tramandare e continuare a valorizzare (es. servizi educativi, centri bambini e genitori, musei, biblioteche, ludoteche...), su quali piste argomentative debba muoversi la riflessione pedagogica e su quali siano i capisaldi a cui ancorarsi (o a cui ritornare), nell'ottica di una valorizzazione della dimensione ludica autenticamente coerente con gli insegnamenti della Pedagogia del gioco e, più in generale, della pedagogia dell'infanzia
La giornata educativa: elementi di analisi
Il saggio, scritto insieme ad Anna Bondioli e Monica Ferrari e in cui ho curato la parte relativa ai ritmi e ai tempi della giornata, costituisce il resoconto di una ricerca finanziata con fondi 60% dell’Università di Pavia, dal titolo >. L’indagine, che fa riferimento ad un approccio ecologico allo studio dei contesti educativi prescolari, ha avuto come oggetto di analisi l’organizzazione della giornata educativa ed è stata realizzata prendendo in considerazione un campione casuale di 5 scuole dell’infanzia comunali di una città lombarda. L’unità di analisi, identificata da una griglia osservativa appositamente elaborata, non era rappresentata da un periodo di tempo arbitrariamente definito, ma da situazioni/eventi riconoscibili sulla base di un insieme di caratteristiche. Gli elementi individuati come qualificanti le situazioni/eventi educativi sono stati: il contesto spaziale, i partecipanti, le attività, le modalità di svolgimento sociale delle attività, le modalità di gestione. La modificazione di almeno uno degli elementi individuati comportava l’identificazione di un nuovo successivo evento. Su questa base sono state quindi osservate e analizzate le giornate educative nelle scuole oggetto di indagine, ricostruendone la fisionomia organizzativa e discutendone i significati pedagogici
La pedagogia dell'aula e i suoi modelli
Nella scuola primaria l’attenzione progettuale è posta prioritariamente sugli elementi curricolari espliciti e sui processi di trasmissione culturale, rimangono spesso sullo sfondo altri aspetti del ‘fare scuola’ cui si assegna un valore strumentale: la gestione della classe, la scansione del tempo, il clima sociale complessivo, le modalità di organizzazione del lavoro. Essi sono considerati più come condizioni per l’apprendimento che come situazioni di apprendimento, dimenticando che esistono apprendimenti diversi da quelli propriamente intellettuali che proprio in tali condizioni si realizzano: apprendimenti di regole, di norme di convivenza, di abitudini di impegno e di lavoro, di condotte sociali, di valori morali. Il processo di trasmissione/acquisizione di apprendimenti di questo tipo è, proprio per il carattere marginale attribuito agli stessi, raramente sottoposto a esame, valutazione e riflessione. Lo studio presentato, che si fonda sull’osservazione ed analisi di alcune giornate scolastiche in quattro classi di scuola primaria, costituisce una prima esplorazione di questa area sommersa, per la quale si è utilizzata l’espressione ‘pedagogia latente’ (Strodtbeck, 1964; Becchi, 1978; Bernstein, 1975; Bondioli, 2000), una pedagogia occulta e inconsapevole ma non per questo meno formativa e strutturante
Gioco è/e apprendimento
Il contributo esplora il rapporto tra gioco e apprendimento chiedendosi se esista davvero una connessione trai due fenomeni e in che cosa consista, attraversando le concettualizzazioni di Piaget, Bettelheim, Bruner e Bateson. A questi “classici” del gioco, provenienti da sfondi culturali differenti, vengono poste domande quali: “Giocando si impara? E che cosa si impara? Il gioco produce conoscenza?”. Il concetto stesso di apprendimento viene interrogato così come quello di gioco. A partire dalle diverse angolature con cui il giocare e l’imparare vengono esplorati, emerge un’idea di gioco come “divergenza” e di apprendimento come atto creativo che smentisce l’idea della conoscenza come copia e pura rappresentazione della realtà. L’adozione di questa prospettiva ha significative conseguenze per una pedagogia del gioco: l’adulto educatore ha il compito di riconoscere la dimensione creativa dell’apprendimento e, di conseguenza, di porsi in sintonia e di dialogare con il modo ludico infantile di esprimersi e accostarsi al mondo
Gioco e infanzia. Teorie e scenari educativi
Il volume costituisce una sintesi aggiornata delle ricerche sulla ludicità volte ad investigare la funzione di tale fenomeno nella prima e nella seconda infanzia. Il gioco del bambino, fenomeno, poliedrico e polimorfo per eccellenza, è trattato tanto in riferimento a istituzioni educative e situazioni più informali ed è analizzato secondo una pluralità di prospettive pedagogiche: da quella storico-teoretica a quella didattico-tecnologica fino a quella che emerge in riferimento alle sempre più attuali categorie di ‘cura’, ‘diritto’, ‘educazione’.
Il testo, dall’ampio respiro culturale, si rivolge a tutti coloro che intendano approfondire la tematica in questione tanto sul piano dello studio accademico e della ricerca quanto su quello della concreta pratica educativa (dai servizi alla scuola dell’infanzia) con una sensibilità attenta a non tradire l’enigma del gioco nella formazione umana
- …
