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    Il diritto ecclesiastico nella giurisprudenza della Corte costituzionale

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    Il volume esamina in prospettiva diacronica le pronunce della Corte costituzionale che hanno inciso in maniera più o meno sensibile sull''evoluzione del diritto ecclesiastico italiano, leggendone gli sviluppi alla luce della “politica istituzionale” che, secondo l’autore, ha sempre contraddistinto le decisioni del Giudice delle leggi e che si mostra con particolare evidenza proprio nelle sentenze di interesse ecclesiasticistico. Osserva, pertanto, la giurisprudenza costituzionale degli anni cinquanta e sessanta riservando specifica attenzione alla scelta formalistica operata dalla Corte quale frutto della adesione immobilistica ai principi dell''ordinamento vigente, alle prime pronunce della Corte in materia di libertà religiosa dei culti acattolici, di tutela penale privilegiata della religione cattolica e di formula del giuramento dei testimoni. Passando all’esame della giurisprudenza degli anni settanta, lette in chiave di “crescita istituzionale” della Corte, particolare rilievo è assegnato alla problematica concordataria e all’emersione di nuovi valori, alla creazione dei principi supremi dell’ordinamento costituzionale, alla giurisprudenza in materia di scioglimento del matrimonio, questue religiose, vilipendio della religione, propaganda acattolica, sistematica delle fonti – con specifico riferimento alla distinzione tra norme di esecuzione e di applicazione del Concordato–, previdenza sociale del clero, referendum, formula del giuramento processuale. Nell’affrontare l’analisi della giurisprudenza dei primi anni ottanta, l’autore evidenzia alcuni apprezzabili sviluppi (sia dal punto di vista della crescita istituzionale della Corte, sia sotto il profilo delle soluzioni concrete di volta in volta raggiunte) della giurisprudenza costituzionale. In particolare, le questioni di maggiore interesse ecclesiasticistico riguardano le IPAB e, soprattutto, il rispetto dei principi supremi di tutela giurisdizionale e inderogabile tutela dell’ordine pubblico nella normativa concordataria concernente la “delibazione” delle sentenze ecclesiastiche di nullità matrimoniale e nella sua concreta applicazione. Evidenziando, poi, lo stretto legame che intercorre tra la giurisprudenza appena esaminata e il processo di revisione concordataria che trova sbocco nell’Accordo del 1984, l’autore si sofferma sulla questione della presunta copertura costituzionale del nuovo Concordato, anche in chiave internazionalistica, nonché sulle tematiche concernenti giuramento, aborto, servizio militare, comunità israelitiche, INVIM, vilipendio della religione e bestemmia, IPAB, IOR, insegnamento della religione, che vengono valutate in un''ottica più vasta di produzione normativa e alla luce del principio supremo di laicità dello Stato. La chiave di lettura offerta dal principio di laicità consente di spostare il focus sulla giurisprudenza costituzionale degli anni novanta, che ha talora fornito puntuale e coerente applicazione di quel principio in alcune delle tematiche su cui la Corte si è soffermata nell''ultimo decennio: obiezione di coscienza, IRPEG, IVA, edifici di culto, riserva di giurisdizione ecclesiastica sul matrimonio concordatario, giuramento, bestemmia, giuramento decisorio, vilipendio di cose, Comunità ebraiche italiane, insegnamento della religione. In ultimo, il volume affronta l’analisi delle pronunce degli anni duemila, specialmente di quelle riguardante vilipendio della religione dello Stato, obiezione di coscienza al servizio militare e obiezione di coscienza del giudice tutelare in caso di aborto della minorenne, matrimonio putativo, edifici di culto e attrezzature destinate ai servizi religiosi, trattamento dei dati personali, esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche e nelle aule giudiziarie, stato giuridico degli insegnanti di religione. Prendendo atto della recentissima giurisprudenza della Corte (sentenze nn. 348 e 349 del 2007) in materia di fonti, l’autore evidenza l’importanza di siffatta giurisprudenza in ordine alla posizione nella gerarchia delle fonti interne delle norme contenute nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo e in generale delle norme in esecuzione di trattati internazionali e, su queste basi, conclude osservando la rilevanza per il diritto ecclesiastico delle pronunce della Corte europea per i diritti dell’uomo (il “caso” Lombardi Vallauri e la “questione” del crocifisso)

    Il diritto ecclesiastico nella giurisprudenza della Corte costituzionale

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    Il volume esamina in prospettiva diacronica le pronunce della Corte costituzionale che hanno inciso in maniera più o meno sensibile sull''evoluzione del diritto ecclesiastico italiano, leggendone gli sviluppi alla luce della “politica istituzionale” che, secondo l’Autore, ha sempre contraddistinto le decisioni del Giudice delle leggi e che si mostra con particolare evidenza proprio nelle sentenze di interesse ecclesiasticistico. Osserva, pertanto, la giurisprudenza costituzionale degli anni cinquanta e sessanta riservando specifica attenzione alla scelta formalistica operata dalla Corte quale frutto della adesione immobilistica ai principi dell''ordinamento vigente, alle prime pronunce della Corte in materia di libertà religiosa dei culti acattolici, di tutela penale privilegiata della religione cattolica e di formula del giuramento dei testimoni. Passando all’esame della giurisprudenza degli anni settanta, lette in chiave di “crescita istituzionale” della Corte, particolare rilievo è assegnato alla problematica concordataria e all’emersione di nuovi valori, alla creazione dei principi supremi dell’ordinamento costituzionale, alla giurisprudenza in materia di scioglimento del matrimonio, questue religiose, vilipendio della religione, propaganda acattolica, sistematica delle fonti – con specifico riferimento alla distinzione tra norme di esecuzione e di applicazione del Concordato–, previdenza sociale del clero, referendum, formula del giuramento processuale. Nell’affrontare l’analisi della giurisprudenza dei primi anni ottanta, l’Autore evidenzia alcuni apprezzabili sviluppi (sia dal punto di vista della crescita istituzionale della Corte, sia sotto il profilo delle soluzioni concrete di volta in volta raggiunte) della giurisprudenza costituzionale. In particolare, le questioni di maggiore interesse ecclesiasticistico riguardano le IPAB e, soprattutto, il rispetto dei principi supremi di tutela giurisdizionale e inderogabile tutela dell’ordine pubblico nella normativa concordataria concernente la “delibazione” delle sentenze ecclesiastiche di nullità matrimoniale e nella sua concreta applicazione. Evidenziando, poi, lo stretto legame che intercorre tra la giurisprudenza appena esaminata e il processo di revisione concordataria che trova sbocco nell’Accordo del 1984, l’Autore si sofferma sulla questione della presunta copertura costituzionale del nuovo Concordato, anche in chiave internazionalistica, nonché sulle tematiche concernenti giuramento, aborto, servizio militare, comunità israelitiche, INVIM, vilipendio della religione e bestemmia, IPAB, IOR, insegnamento della religione, che vengono valutate in un''ottica più vasta di produzione normativa e alla luce del principio supremo di laicità dello Stato. La chiave di lettura offerta dal principio di laicità consente di spostare il focus sulla giurisprudenza costituzionale degli anni novanta, che ha talora fornito puntuale e coerente applicazione di quel principio in alcune delle tematiche su cui la Corte si è soffermata negli ultimi due decenni: obiezione di coscienza, IRPEG, IVA, edifici di culto, riserva di giurisdizione ecclesiastica sul matrimonio concordatario, giuramento, bestemmia, giuramento decisorio, vilipendio, Comunità ebraiche italiane, insegnamento della religione. In ultimo, il volume affronta l’analisi delle pronunce degli anni duemila, specialmente di quelle riguardanti vilipendio della religione dello Stato, obiezione di coscienza al servizio militare e obiezione di coscienza del giudice tutelare in caso di aborto della minorenne, matrimonio putativo, edifici di culto e attrezzature destinate ai servizi religiosi, trattamento dei dati personali, esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche e nelle aule giudiziarie, stato giuridico degli insegnanti di religione. Prendendo atto della recentissima giurisprudenza della Corte (sentenze nn. 348 e 349 del 2007, e successive conformi) in materia di fonti, l’Autore evidenza l’importanza di siffatta giurisprudenza in ordine alla posizione nella gerarchia delle fonti interne delle norme contenute nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo e in generale delle norme in esecuzione di trattati internazionali e, su queste basi, conclude osservando la rilevanza per il diritto ecclesiastico delle pronunce della Corte europea per i diritti dell’uomo (il “caso” Lombardi Vallauri e la “questione” del crocifisso)

    I diritti dell'uomo e dei popoli : Agostino Casaroli all'Università di Parma

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    Il volume rievoca, anche con l'ausilio di un'appendice documentale, il conferimento della laurea honoris causa in Giurisprudenza al Cardinale Segretario di Stato vaticano Agostino Casaroli, avvenuto il 17 marzo 1990 a Parma. L'Autore - che all'epoca era Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Ateneo parmense - analizza, in particolare, la lectio magistralis tenuta dal Cardinale Casaroli in quell'occasione, dedicata alla Conferenza di Helsinki e al ruolo svolto dalla Santa Sede nella preparazione e nello svolgimento della stessa

    Il matrimonio delle confessioni religiose di minoranza

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    Il volume si propone di svolgere un’analisi comparativa delle discipline giuridiche che, nel nostro ordinamento, regolano gli effetti civili dei matrimoni celebrati in forma religiosa dagli appartenenti alle confessioni religiose diverse da quella cattolica. L’attenzione è posta in modo particolare alla regolamentazione “concordata” tra lo Stato e le confessioni religiose per mezzo delle intese previste dall’art. 8.3 della Costituzione, alcune delle quali, pur essendo già state stipulate, non sono ancora vigenti nel nostro ordinamento in quanto sprovviste dello strumento legislativo di approvazione. Con riguardo alle confessioni che non hanno ancora stipulato tali intese, e che pertanto sono ancora disciplinate dalla legislazione del 1929-1930 sui “culti ammessi”, l’Autore dedica alcune specifiche considerazioni al matrimonio islamico. In ultimo, in parallelo a una visione incentrata per lo più sugli effetti civili del negozio matrimoniale, due capitoli sono dedicati ai matrimoni c.d. “interconfessionali”, concernenti le sole confessioni – cattolica, valdese e battista – che abbiano ritenuto di redigere documenti comuni in tale materia. Il volume è corredato da un’appendice normativa che raccoglie tutte le disposizioni di legge concernenti il matrimonio delle confessioni religiose diverse da quella cattolica

    Diritto e religione a Cuba

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    Nella prima parte del volume l'autore esamina la tutela garantita alla libertà di coscienza nella Costituzione cubana, mettendo in relazione quest'ultima con le costituzioni socialiste dell'est europeo e suggerendone, in virtù di tale relazione, alcune scelte interpretative. Nella seconda parte si sofferma sugli sviluppi più recenti della tutela assicurata dall'ordinamento cubano alla libertà di coscienza, ipotizzando alcuni possibili scenari futuri.In ultimo, il volume è corredato da un'ampia appendice che riporta il testo del Codigo de familia attualmente vigente a Cuba

    Saggi : (1973-1978)

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    Il matrimonio valdese oggi

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    Buona fede

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