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R. Orlandi
Riflessione sopra i limiti estremi di compressione dei diritti fondamentali della persona nel contrasto al crimine organizzato e al terrorismo. Analisi critica di letteratura filosofica, sociologica e giuridica sul tema
Le erosioni silenziose del contraddittorio
L’attacco ai canoni dell’oralità e del contraddittorio, architravi del modello accusatorio prescelto dalla riforma processuale del 1988-‘89, dapprima fu frontale ma scoperto. La magistratura combatté la propria battaglia sollevando questioni di costituzionalità che trovarono accoglimento presso il giudice delle leggi. Una volta innalzato il contraddittorio nella formazione della prova al rango di principio costituzionale, quella strategia è divenuta impercorribile, tuttavia l’ostilità verso il metodo dialettico di accertamento giudiziale non è affatto tramontata.
L’insofferenza prende ora la via di interpretazioni-applicazioni surrettizie dei disposti del codice, di erosioni appunto silenziose, sottotraccia; senza il clamore delle insurrezioni d’un tempo, ma infiacchendo nella prassi quotidiana la vitalità del principio del contraddittorio. Tali storture emergono copiose dai repertori giurisprudenziali; più spesso però restano consegnate all’oblio dell’amministrazione routiniera della giustizia, dove giudici e pubblici ministeri si ritrovano alleati e concordi nel perseguire il valore dell’efficienza a scapito di altri interessi coinvolti nella vicenda processuale.
La sensazione è che sia andata smarrita ogni speranza di recuperare la caratura genuina del contraddittorio; che il declino di quel metodo sia ormai inesorabile, malgrado qualche segnale incoraggiante dovuto al modo d’intendere il processo equo – specie nel giudizio di secondo grado – da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo
L’opera qui sottoposta al lettore intende perlomeno registrare con la maggiore consapevolezza possibile la distanza che separa l’ideale del contraddittorio dalla prosaica realtà dell’esperienza applicativa. Ciò nell’intento di fornire strumenti utili a comprendere le ragioni di quel divario tanto pronunciato e nella prospettiva – forse illusoria – di ridurre la distanza fra il modello e la sua traduzione pratica, prima di abbandonarsi alla definitiva rassegnazione
Orlandi Nazareno
Orlandi Nazareno: biografia e impegno educativo nell'ambito dello scautismo cattolico italiano (ASCI)
Navigatio sancti Brendani : alla scoperta dei segreti meravigliosi del mondo
La Navigatio sancti Brendani, anonima opera irlandese che conobbe larghissima fortuna in tutta Europa, è uno dei più straordinari testi narrativi medievali. Riunendo con profonda originalità e personalità echi di molteplici tradizioni culturali e letterarie (cristiana, celtica, classica), l’autore conduce i lettori lungo un viaggio fitto di meraviglie e di incontri con personaggi sospesi tra questo mondo e l’aldilà, un viaggio che è insieme pellegrinaggio monastico e esplorazione rapita del creato. All’edizione del testo, tramandato da un’ampia e complessa tradizione manoscritta, ha lungamente lavorato Giovanni Orlandi (1938 - 2007), che dalla sua cattedra milanese è stato uno dei grandi maestri della filologia dell’ultimo secolo. Il presente volume propone, con minimi aggiornamenti, la traduzione e il commento che egli già aveva allestito mentre procedeva alla ricostruzione testuale; il testo critico qui presentato è elaborato a partire dalle ricerche da lui condotte, proseguite con una ricognizione completa dei testimoni e le necessarie scelte ecdotiche, ed è accompagnato da un’introduzione letteraria e filologica
Delitto politico e diritto penale del nemico. Relazione introduttiva
Convegno dedicato alla discussione della controversa teoria del Feindstrafrecht, con la partecipazione del prof. G. Jakobs, principale esponente di questo orientamento politico-criminale
Il penale nella società dei diritti. Cause di giustificazione e mutamenti sociali
INDICE.Documento introduttivo di Massimo Donini e Renzo Orlandi PARTE PRIMA. LUOGHI PROBLEMATICIStoria e scriminanti, di Giuliano VassalliL'elaborazione del passato, di Thomas VormbaumSocietà multiculturali e scriminanti, di Cristina de MaglieLa dimensione internazionale. L’influenza delle norme sovranazionali nel giudizio di ‘antigiuridicità’ del fatto tipico, di Francesco ViganòL'autotutela nel privato domicilio (e luoghi equiparati). Dall’”archetipo” al “nuovo volto” della legittima difesa, di Vincenzo MilitelloAttività autorizzate di Marco MantovaniIl processo penale come scriminante, di Daniele NegriPARTE SECONDA. DALLA REALTA' AL SISTEMA Il “posto” delle scriminanti nel diritto penale moderno, di Massimo DoniniLa costruzione processuale delle scriminanti, di Francesco M. IacovielloCostituzione e scriminanti, di Francesco PalazzoI “nuovi orizzonti” della giustificazione e il ruolo della dommatica di Carlo Fior
La parabola della colpa
Testo della relazione preparatoria del Convegno su "reato colposo e modelli di responsabilità" svoltosi a Ravenna inei giorni 23-24 marzo 201
Peripezie del contraddittorio: dalla caduta fragorosa al muto declino
L’attacco ai canoni dell’oralità e del contraddittorio, architravi del modello accusatorio prescelto dalla riforma processuale del 1988-‘89, negli anni Novanta del secolo scorso fu frontale ma scoperto. La magistratura combatté la propria battaglia sollevando questioni di costituzionalità che trovarono accoglimento presso il giudice delle leggi. Una volta innalzato il contraddittorio nella formazione della prova al rango di principio costituzionale, quella strategia è divenuta impercorribile, ma l’ostilità verso il metodo dialettico di accertamento giudiziale non è affatto tramontata.
L’insofferenza prende ora la via di interpretazioni-applicazioni surrettizie dei disposti del codice, di erosioni appunto silenziose, sottotraccia; senza il clamore delle insurrezioni d’un tempo, ma infiacchendo nella prassi quotidiana la vitalità del principio del contraddittorio. Tali storture emergono dai repertori giurisprudenziali; più spesso però restano consegnate all’oblio dell’amministrazione routiniera della giustizia, dove giudici e pubblici ministeri, solitamente alleati e concordi nel perseguire il valore dell’efficienza a scapito di altri interessi coinvolti nella vicenda processuale, profittano della rassegnazione o della scarsa professionalità di taluni difensori.
La sensazione è che sia andata smarrita ogni speranza di recuperare la caratura genuina del contraddittorio; che il declino di quel metodo sia inesorabile.
L’opera che qui si sottopone al lettore intende perlomeno registrare con la maggiore consapevolezza possibile la distanza che separa l’ideale del contraddittorio dalla prosaica realtà dell’esperienza applicativa. Ciò nell’intento di fornire strumenti utili a comprendere le ragioni di quel divario tanto pronunciato e nella prospettiva – forse illusoria – di ridurre la distanza fra il modello e la sua traduzione pratica, prima di abbandonarsi alla definitiva rassegnazione
Documento introduttivo
Relazione scritta, introduttiva del convegno in tema di "Cause di giustificazione e mutamenti sociali
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